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Benvenuti sul nostro sito. Uno spazio dove promuovere e valorizzare uno dei tesori della Valle Maggia.

La Valle Maggia ha infatti una ricchezza di organi senza pari nelle regioni limitrofe: ben otto strumenti, molto diversi l’uno dall’altro.

Per far meglio conoscere, valorizzare ed apprezzare questi strumenti nel 2007 si è costituito un “gruppo di lavoro” e il  14 maggio 2010 è stata fondata l’Associazione “Rassegna organistica valmaggese”, con il compito di proporre una serie di appuntamenti organistici in Valle.

Le chiese valmaggesi ospitano organi di quattro stili: l’organo classico a una sola tastiera e pedaliera ridotta di tradizione italiana, a trasmissione meccanica (Aurigeno, Maggia, Cavergno e Broglio); l’organo romantico, pure italiano, a due tastiere e pedaliera completa, a trasmissione pneumatica (Gordevio e Cevio); un esemplare dell’ultima generazione di organo italiano, nuovamente a trasmissione meccanica, dotato di due tastiere  e pedaliera completa (Avegno 1983). Il nostro grande tesoro è però l’organo antico di fattura vallesana di Bosco Gurin. Questo gioiello, il più antico della valle (1740), è opera della dinastia Carlen del Goms (Alto Vallese).

Gli organi che vi presenteremo nei nostri concerti possono essere definiti piccoli, se paragonati ai mastodontici strumenti delle grandi cattedrali: il numero di canne varia fra le settecento e il migliaio. L’organo piccolo non è però di inferiore qualità. La loro precisione è infatti tale da poter recepire senza difficoltà ogni nota anche nei passaggi più veloci. Questa è la condizione ideale per musica che richiede trasparenza come quella organistica a carattere polifonico.

Le proposte musicali sono in parte dettate dagli strumenti. Ogni concertista deve scegliere i brani tenendo scrupolosamente conto delle caratteristiche dello strumento sul quale è chiamato a suonare. Si tratta di una “confezione su misura”. Se nella maggior parte dei casi nei programmi non potremo leggere i grandi nomi della storia della musica, avremo invece la possibilità di gustare brani di autori poco conosciuti a cui i nostri strumenti conferiscono un “sapore” tutto particolare e personale.

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